Il profumo di Süskind e non solo…

Un noto romanzo del tedesco Patrick Süskind, Il Profumo edito dalla Casa Editrice TEA (www.tealibri.it), ci racconta la storia di Jean-Baptiste Grenouille, un essere brutto, il cui corpo appare deturpato da malformazioni fisiche e difetti estetici causati da malattie, privazioni e da lavori pericolosi.

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Ciò che più colpisce di questo personaggio è il fatto di risultare quasi del tutto insignificante. Nemmeno il suo aspetto fisico riesce a dargli connotati tali da far sì che qualcuno possa riconoscergli una certa personalità. A mano a mano che la vicenda umana di Grenouille avanza si scopre che il protagonista possiede una determinata caratteristica: il suo corpo non ha odore. Anche le prime balie ne rimangono spaventate e provano ribrezzo per quel bambino apparentemente normale. Questo aspetto viene controbilanciato da una rara capacità: il nostro protagonista riesce a distinguere e memorizzare odori e profumi di qualsiasi genere e dimostra di poterli fiutare anche a miglia di distanza.

Il personaggio di un comune romanzo avrebbe potuto condurre una vita di successi, ma non è quello che avviene nel nostro libro. L’unico sogno che Grenouille insegue è creare per sé il profumo migliore del mondo. Riuscirà nell’impresa, ma sacrificando quelle donne colpevoli solo di emanare un buon odore. Attraverso una prosa elegante ed estremamente equilibrata il lettore è l’unico a conoscere la vera personalità del protagonista, il quale non è un semplice garzone, privo di qualità come vuole far credere di essere, ma è ben altro e il finale tragico, che non vi posso svelare, è degno delle sue terribili azioni. Nonostante la tragicità della vicenda, capiamo da questo romanzo quanto importante sia il profumo per un individuo.

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Dove e quando nasce e in che modo viene utilizzato nel tempo il profumo cercheò di illustrarvelo brevemente.  Iniziamo dal nome , che deriva dal latino “per fumum” ovvero “attraverso il fumo”, che suggerisce la pratica di bruciare incensi o aromi. Gli scopi dell’utilizzo del profumo sono svariati e nel senso etimologico suggerisce una funzione sacra, presente in diverse religioni. Quando è nato non è certo, ma già gli antichi egizi utilizzavano aromi di svariata natura sia per le sepolture che per usi sacri, ma anche per sedurre il partner. Anche il popolo ebraico utilizzava gli oli profumati, simboli di onore e riconoscenza.

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Per i Greci addirittura erano prodotti direttamente dagli dei e i Romani, inizialmente restii, utilizzavano il profumo – oltre che per usi religiosi – per la cura del corpo e per profumare gli ambienti, attraverso essenze sotto forma di acque aromatiche, unguenti, ecc…

Il mercato del profumo divenne fiorente quando gli Arabi inventarono la distillazione, che in occidente approdò grazie ai monaci Benedettini. Il profumo come lo conosciamo noi, cioè con soluzione alcolica, nacque in Ungheria nel 1370 ad opera di un monaco alchimista e conteneva estratti di timo, rosmarino e lavanda. È nel Rinascimento che il profumo raggiunse una forma compiuta e divenne un elemento necessario per l’aristocrazia francese. Quella che noi comunemente chiamiamo ‘acqua di colonia’ in realtà prende il nome proprio dalla città tedesca e fu inventata probabilmente da un italiano che miscelò una trentina di essenze.

Woman spraying perfume with perfume atomizer, close-up of hands

Nell’’800 le tecniche di realizzazione dei profumi divennero sempre più raffinate e oggi possiamo averne di tutti le tipologie, di tutte le fragranze e volendo è possibile anche averne di personalizzate.

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