Libri

Patrick Modiano: L’erba delle notti

Una scrittura della memoria, di una memoria fatta di frammenti di ricordi, un tentativo di ricostruire uno spaccato di vita, un arco temporale che si è vissuto intensamente, ma senza averne la piena consapevolezza è l’esercizio che Patrick Modiano mette in atto con il suo L’erba delle nottipubblicato in Italia da Einaudi.

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Il protagonista è Jean, uno scrittore solitario, il quale cerca di ricostruire – attraverso gli scarni appunti annotati su un taccuino nero e il fascicolo di una inchiesta di polizia – avvenimenti che in qualche modo lo hanno visto coinvolto trent’anni prima. Dannie, la sua fidanzata scomparsa nel nulla all’improvviso, non è la persona che diceva di essere. È coinvolta in un omicidio che non trova una chiara risoluzione, come chiare non solo le posizioni e le fisionomie degli altri personaggi che Jean incontra nel suo rapporto con Dannie. Figure losche, false identità, spionaggio internazionale sono gli elementi che sottendono all’intera vicenda, ma che restano al margine della narrazione, poiché l’autore sembra dare più importanza alla scrittura che alla vicenda.

Sì, a volte la vita è monotona e banale, come oggi, mentre scrivo queste pagine per trovare linee di fuga e scappare attraverso le brecce del tempo.

La scrittura è una via di fuga, è il tentativo di trovare un equilibrio in un caos, un significato fermo a ciò che è fuggevole. Forse la scrittura è la vera protagonista del romanzo, un romanzo che parla del trovare se stesso attraverso la costruzione di un puzzle memoriale fatto di mille pezzi non del tutto combacianti e che trovano nella Parigi solitaria, non in quella turistica e luccicante, una ambientazione favorevole. Anche lo stile che Modiano sceglie asseconda questa ricerca. Una scrittura pacata, quasi da gentiluomo, accompagna una ricerca che ha in sé una certa tensione narrativa perfettamente coincidente con il genere investigativo, ma anche con la voglia di ricerca memoriale del personaggio. Una lettura piacevole, che crea una sorta di legame empatico con il protagonista, il quale cerca una soluzione ad un enigma che va ben oltre gli eventi accaduti e che lo spingono a chiudere il suo percorso con una forma di rassegnata convinzione:

Prima o poi troverò la via. Ma, ogni giorno, il tempo stringe e, ogni giorno, mi dico che sarà per un’altra volta.

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