Libri

Il nostro è un tempo senza scelte?

Già in passato ho scritto di Paolo Di Paolo, scrittore, critico letterario, giornalista, persona colta e cordiale, che ebbi il piacere di conoscere personalmente quando frequentai un master nel quale lui era uno dei docenti. Da allora mi sono affezionata alla sua scrittura e al suo modo di narrare pacato e sapiente. Una lettura di qualche mese fa, e che mi trovo solo ora a recensire, è Tempo senza scelteedito da Einaudi.

paolodipaolo

Si tratta di un breve saggio, in cui Paolo Di Paolo riflette sul tempo presente, un tempo sospeso in un limbo che sembra aver perso di vista, improvvisamente, il passato e vede il futuro avvolto nella nebbia.

L’autore conduce questa analisi attraverso alcuni esempi celebri: Piero Gobetti, Kierkegaard, Italo Calvino, Federico Garcìa Lorca – per citarne alcuni – ci aiutano a capire come il tempo in cui viviamo abbia smarrito una coscienza morale, uno slancio vitale e sia come racchiuso in un “involucro del vuoto” quasi sganciato dal tempo. Qual è la fisionomia dell’uomo che vive questo tempo? Conserva ancora in sé la capacità di smuovere le coscienze? Possiede gli strumenti per analizzare criticamente il presente e porre basi stabili per il futuro? È in grado di scegliere con responsabilità così come avevano agito e pensato alcuni uomini del passato?

Scrive in apertura del testo l’autore:

Il mio tempo mi ha messo alle strette. […] Non pretende i sì e i no, lascia quasi intero il campo ai forse.

Nella vita, di responsabilità pubblica o privata che sia, bisogna scegliere, ma cos’è la scelta?

La scelta è dubbio, responsabilità, costruzione di sé e del futuro. Ma dove la Storia non chiede risposte nette, dove si è esposti a miriadi di opzioni evanescenti, è ancora possibile prendere decisioni radicali, accettare il rischio, percorrere una strada fino in fondo?

Molti segnali ci suggeriscono che viviamo un’epoca di contraddizioni forti, di disordine in alcuni casi intellettuale, di infedeltà a principi che ci gloriamo di perseguire e proteggere. Quello che dovremmo cercare di garantire è l’equilibrio, la coerenza se non altro verso noi stessi e verso ciò che predichiamo. Dilagante il fenomeno delle parole altisonanti e urlate, ma prive di slancio produttivo, di azioni reali, solide e lungimiranti che si perdono nel canion del #bendetto, #insiemesipuò, #tuttiperunounopertutti.

Come fare allora per riprendere la giusta direzione? Paolo Di Paolo conclude così la sua riflessione:

Perché quando gli altri non prendono più niente sul serio, se ne stanno al riparo dietro a un paravento fatto di irriverenza, c’è bisogno di rimettere in gioco i sentimenti, i più nudi, i più importanti. Scegliere di essere per qualcosa, e non contro. Scegliendo, recuperare un po’ di sincerità, anche goffa, e forse un po’ di purezza.

Solo così possiamo dissipare un po’ di quella nebbia che avvolge il nostro futuro.

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Paolo Di Paolo

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