La vincerò mai una pecora?

Finalmente ce l’ho fatta! Oggi vi parlo del libro di Francesca Gioacchini, “La vincerò mai una pecora?” un romanzo frizzante che con ironia affronta temi attualissimi.

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La protagonista di questa storia è Alice, una romana che giovanissima si trasferisce a Londra. E fin qui non c’è nulla di eccezionale, se non il fatto di avere avuto il coraggio di cambiare la propria vita e decidere di costruirsi un avvenire in un paese lontano. Una volta giunta a Londra, iniziano le prime difficoltà: la ricerca del lavoro e la lingua. Infatti, la nostra protagonista seppur avendo frequentato una importante scuola di inglese, dovrà comunque affrontare e superare una serie di difficoltà legate alla comprensione della lingua straniera e del farsi capire. Non pochi sono infatti le situazioni imbarazzanti in cui Alice si è trovata a causa del suo inglese parlato.

Ma non finisce qui: quando si prepara la valigia e si decide di cambiare vita, si parte sempre con la certezza che il paese che ci ospiterà è migliore del nostro, in esso troveremo subito il lavoro che ci soddisfa e che ci darà la tanto desiderata stabilità economica. Ma la nostra protagonista non riuscirà da subito a trovare ciò che la soddisfa e anche quando troverà un lavoro stabile, questo non le darà una piena soddisfazione. Il tema più importante forse è quello dell’integrazione e dell’incontro tra popoli. Alice infatti si innamora di un giovane musulmano di origini algerine, Kahil. Tra i due nasce un vero, sincero e forte amore che li porta a vivere una intensa relazione. La difficoltà nasce però nel far accettare alle famiglie di origine il diverso.

Per i genitori di Alice, l’idea che la figlia sia fidanzata con un musulmano è quasi vista come una sciagura: già vedono la loro figlia con il velo e lontana dalle tradizioni del bel paese, ma man mano che il tempo passa le cose sembrano migliorare un po’. I familiari di Kahil, invece, si oppongono apertamente e negano ogni contatto con Alice fino al punto da non volerla mai conoscere. Ciò che emerge in questo racconto è come ai nostri tempi il diverso sia ancora motivo di paura e di diffidenza. In un mondo che è globalizzato e che permette ad ognuno di entrare in contatto con l’altro sembra quasi assurdo che si esistano e persistano chiusure verso chi è solo colpevole di essere nato in un altro paese e di essere di una religione diversa.

Temi importanti quelli trattati da Francesca Gioacchini, che attraverso una scrittura ironica e a tratti irriverente ci fa trascorrere il tempo della lettura in maniera veramente piacevole. Chissà che l’autrice non ci regali il seguito della storia di Alice e delle sue simpatiche disavventure quotidiane.

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