letteratura, Libri, Saggi

La storia editoriale di F. Scott Fitzgerald in Italia nel saggio di Antonio Merola

Nasce oggi una nuova sezione del blog dedicata ai saggi. In questo spazio prenderanno posto recensioni di saggi e libri di varia natura: studi storici o di carattere letterario, biografie, ma anche libri di ambito sociologico e antropologico.

Sono felice di partire con un testo dedicato ad uno scrittore americano: F. Scott Fitzgerald.

Il saggio in questione si intitola F. Scott Fitzgerald e l’Italia (Giuliano Landolfi Editore, 2018) ed è stato scritto da Antonio Merola.

Si compone di tre sezioni in cui l’autore si sofferma sulla vicenda interpretativa di Fitzgerald in Italia. Lo scrittore americano, autore de Il Grande Gatsby, non ebbe grande fortuna di critica in Italia. Ad occuparsene furono grandi firme e personalità della cultura italiana come Elio Vittorini, Cesare Pavese, Eugenio Montale, Fernanda Pivano per citarne solo alcuni, ma la vicenda editoriale di Fitzgerald in Italia è molto complessa e tra errori o sviste di traduzione e interpretazione non gli fu attribuito da subito il giusto merito.

F. Scott Fitzgerald

Antonio Merola, minuziosamente analizza e ricostruisce il percorso interpretativo di uno scrittore importante per la cultura americana, ma che viene definito, parafrasando Elio Vittorini, eccentrico e frivolo.

Lo stesso Vittorini sembra quasi totalmente disinteressato a Fitzgerald. Sarà Fernanda Pivano, ci informa sempre Merola, a leggerlo in maniera totalmente differente. La Pivano sarà, infatti, la prima persona a comprendere la profondità dell’opera dello scrittore americano, che non può essere letta ignorando il dato biografico. Infatti non va ignorata, ad esempio, la moglie Zelda, la quale influenzerà in maniera sostanziosa la produzione artistica dello scrittore.

Zelda e F. Scott Fitzgerald

L’opera di Fitzgerald appare così non solo come “lo specchio di una società, ma come il ritratto di un uomo che si muove in una determinata società”.

Con questo studio Antonio Merola ci fornisce un quadro preciso e dettagliato della fortuna (o forse dovremmo dire “sfortuna”) che Fitzgerald ebbe in Italia, ma allo stesso tempo ci fornisce uno studio importante per capire anche come si muoveva la critica e l’editoria italiana negli anni del regime fascista, per nulla favorevole alla pubblicazione e divulgazione di opere d’oltre oceano.

Grazie ad un ricco apparato bibliografico, alle note di approfondimento e alle citazioni testuali, il lettore segue passo dopo passo la storia editoriale in Italia di uno scrittore che forse ha saputo più di tutti evidenziare gli eccessi di una generazione figlia del denaro e del vizio.

 

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