F. Scott Fitzgerald raccontato da Tiziano Brignoli

Non è la prima volta che vi parlo di un libro su F. Scott Fitzgerald (clicca qui) e non è nemmeno la prima volta che vi parlo di uno scritto che ha a che fare con l’Età del Jazz (clicca qui). Questa volta vi propongo un breve saggio sullo scrittore americano, scritto da Tiziano Brignoli, dal titolo F. Scott Fitzgerald. Una  sorta di grandezza epica.

Francis Scott Fitzgerald non è stato semplicemente il romanziere più iconico dell’Età del Jazz, né uno degli scrittori di maggior talento nella storia della letteratura americana e mondiale. È anche, da sempre, il mio scrittore preferito.

È la passione a spingere Tiziano Brignoli a scrivere questo libro su Fitzgerald, una passione che diviene quasi ossessione e che lo spinge a leggere non solo i suoi libri o i libri che parlano di lui, ma anche le lettere che lo scrittore ha indirizzato ad amici, colleghi, alla figlia e alla moglie. Quello che emerge da questo studio di Brignoli è certamente il lato umano dello scrittore americano, le contraddizioni e i condizionamenti che derivano dai rapporti affettivi e amicali. Tutti aspetti che poi saranno riconoscibili in qualche modo nei suoi scritti. Una vita che si può definire turbolenta, instabile, ma che rappresenta il tratto essenziale dell’opera di Fitzgerald.

Conoscere il carattere di Fitzgerald è fondamentale per comprendere meglio la sua letteratura. Perchè ha scritto Gatsby, e cosa lo rende il romanzo americano per eccellenza? Cosa ha significato Tenera è la notte in termini di sacrificio letterario da parte dell’autore americano, e cosa lo rende uno dei suoi romanzi più autobiografici? Quale ruolo ha giocato Zelda come partner nella giostra della vita di Scott? Cosa ha contribuito al successo di Fitzgerald e poi al teatrale crollo della sua esistenza?

A tutte queste domande Brignoli risponde nel suo scritto, attraverso l’analisi delle opere di Fitzgerald, fondamentali per ricostruirne la psicologia, ma tenendo come fulcro della sua analisi l’indagine del carattere.

Proprio la scrittura – e la comprensione del lavoro dello scrittore – giocano una parte fondamentale nella comprensione psicologica fitzgeraldiana. Scott si sacrifica per la scrittura. Notte, giorno, ogni giorno. Non sempre trovava le parole ma non smise mai di credere in se stesso, anche quando sembrava essere l’unico a farlo. La scrittura gli diede dapprima successo e gloria, lo illuse, per poi respingerlo violentemente.

In questo saggio dunque si parla della grandezza di Fitzgerald e non casuale è la scelta del titolo. Una grandezza quasi epica è una espressione che lo stesso scrittore utilizzò per descrivere la propria vita. E lo fa in maniera lucida e consapevole, sa che la sua vita e la sua scrittura sono un’unica cosa ed entrambe hanno raggiunto il traguardo dell’immortalità.

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