Segnalazioni

SEGNALAZIONE | Le Padrone di casa di Maria Pia Selvaggio

Sono molto felice di segnalarvi il libro di Maria Pia Selvaggio, Le Padrone di casa, edito da  Edizioni 2000diciassette.

TRAMA:

Napoli. Una fredda serata di novembre ed un corpo morto che ” parla”, detta ordini attraverso codici che a nessuno è dato conoscere; invisibile, lascia il testimone dell’ “assurdo” a Donne di “famiglia”. Esistenze scandite dalle abitudini camorristiche, femmine di “livello”, proiettate verso avanzamenti di carriera. Sconquassando la monotona routine che le vorrebbe vittime esse lacerano, invece, quel mondo di “affari” in cui sono cresciute, manipolando, usando, alienando i gesti più banali, proiettandoli verso un’agonia d’inquietudine. Non si fanno mancare nulla! Assolute, totali, totalizzanti. “Le Padrone di Casa”: il richiamo ad una tragedia, ed in essa, al motivo di un destino che si compie.

INCIPIT:

Gli occhi puntati sulle mattonelle color rosso pompeiano. Le scarpe strusciano sul pavimento, di tacco. Le mani dietro la schiena, il capo un po’ inclinato, i denti stretti, gli occhi socchiusi; un padre e un figlio si allontanano verso la porta, senza dare la schiena all’“Obbedienza”: hanno ricevuto ciò che volevano. Salvatore a proprio agio, sornione. La speranza di un buon affare, un sentimento gratificante di bassa fraternità, il senso dell’onnipotenza, la consapevolezza dei vizi umani che vanno assecondati. I suoi gesti ricordano quelli di sempre, di quando era bambino dotato di un istinto di un ragazzo libero, o di un giovane che raccatta continuamente orgoglio. Un braccio penzoloni alla poltrona, uno poggiato sul bordo della scrivania.  Gli occhi neri, mobili, come quelli di un’aquila, la cintura sotto la pancia. Tre paia di bracciali pesanti come la calce viva, due catene d’oro doppie quanto tre dita insieme, anelli disseminati. Ogni tanto s’imbarca con le parole sui soldi, sul governo e sui politici ladri, sulla fatica, che per grazia di Dio non manca, sul ricordo del padre morto e sull’avvenire dei suoi cari: a questo punto gli occhi luccicano e la mano destra va a poggiarsi sul petto, come un dolce scudo tra Dio e il pericolo. Ha comprato di tutto, anche solo per compiacersi di farlo. Dalla finestra aperta, ogni tanto, si affaccia un operaio, un fattorino, o semplicemente uno dei tanti dipendenti della tenuta con le mani piene di fatture “carico e scarico”; dietro di lui sempre un guardaspalle  perché: “le cose devono filare lisce”.

L’AUTRICE

Maria Pia Selvaggio nasce a Telese Terme (BN). La sua prima opera nel 2006 “Il Sapore del Silenzio”. A seguire la raccolta di racconti “Borgofarsa” (2007); “L’Arcistrea” (2008) dedicato alla janara beneventana Bellezza Orsini; “Lei si chiama Anna” (2010), romanzo ispirato alla tragedia di Via Puccini (Roma), che ha visto protagonisti Anna Fallarino ed il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino; nel 2011 partecipa a varie antologie con i racconti “Larissa” e “Le Sette Ore” ispirato ad una vicenda vera. Nel 2012 edita il romanzo “Ai Templari il Settimo Libro” che pubblica con il gruppo Publiedi-Raieri-Panorama-Si di Giuseppe Angelica. Intanto inizia la stesura del romanzo “Le Padrone di Casa”. Nel 2014 entra a far parte di un progetto europeo che la vede impegnata con il teatro attraverso le opere “Hamida” rappresentata in Belgio e Francia; ancora nel 2016 la seconda opera drammaturgica “Kariclea” messa in scena a Viterbo, Firenze, Grecia, Spagna e Bruxelles. Nel 2017 decide di dare in stampa con la casa editrice Edizioni 2000diciassette, di cui è direttrice editoriale, “Le Padrone di Casa”. In lavorazione un saggio sul carteggio dal fronte della Prima Guerra Mondiale di Carlo Emilio Gadda.

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