Emanuele Trevi ha vinto il Premio Strega con Due vite

L’edizione 2021 del Premio Strega ha decretato la vittoria di Emanuele Trevi con il suo romanzo “Due vite”

Emanuele Trevi è nato a Roma il 7 gennaio 1964 ed è noto per la sua attività di critico letterario, scrittore, editor e autore di saggi e romanzi. Ha debuttato nella narrativa nel 2003 con I cani del nulla (Einaudi). È stato direttore creativo di Fazi Editore e tra le curatele c’è anche l’antologia scolastica Storie della vita edita da Zanichelli e importanti opere in prosa, dedicate ad autori della letteratura come Leopardi, Salgari, Dumas, De Amicis.

Fonte immagine: Minima&Moralia

Come autore di romanzi ha ottenuto numerosi riconoscimenti e premi prestigiosi. Tra i tanti si ricordano il Premio Napoli nel 2010 per Il libro della gioia perpetua; con Sogni e favole (2019), ha vinto il Premio Viareggio per la narrativa e la XVIII edizione del Premio Pianeta Azzurro – I Contemporanei.

Attualmente collabora con «la Repubblica», «il manifesto», «Il Messaggero» e «Il Foglio». È conduttore di programmi radiofonici per Rai Radio 3. Inoltre, scrive su diverse riviste come Nuovi ArgomentiIl caffè illustrato.

Due vite di Emanuele Trevi – scrive Francesco Piccolo nella presentazione al Premio Strega – è un libro capace di trasformare l’intimità e la malinconia in letteratura, rendendole universali a avvicinandole alle vite di tutti. Ed è un libro che non assomiglia a nessun altro. Per questo lo candido con entusiasmo al premio”.

È stato sposato con la scrittrice Chiara Gamberale dal 2009 al 2011.

In una intervista al Corriere della Sera, Emanuele Trevi ha parlato proprio di Due Vite, il romanzo con cui ha vinto: «Non sono mai stato uno scrittore di immaginazione, i miei libri sono tutti autobiografici, e questo è un libro semplice, corto, con due soli personaggi. Le Due vite del titolo, al di là del fatto che di due vite si tratta, sono riferite a quella che si vive in terra e quella che si vive nei ricordi degli altri, di quelli che ti hanno voluto bene e che restano quando tu non ci sei più. L’ho scritto adesso perché occorrer avere una distanza di tempo da ciò che scrivi, dalle storie che scegli: un lasso di tempo che non deve essere troppo breve né troppo lungo. A un certo punto viene il momento giusto».

Mentre sulla vittoria dello Strega e di come gli cambierà la vita anche stavolta, dice:  «Già l’altra volta me l’aveva cambiata, pur non avendo vinto»

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