Io sono Gordon Bloom, la storia di un criminale che desiderava il successo

Francesco Cariti ci racconta la storia di Gordon Bloom, un mercante d’arte che desidera il successo, ma che si ritrova a uccidere per ottenerlo

Io sono Gordon Bloom” di Francesco Cariti, edito da Scrittura a tutto tondo, è il libro di cui vi voglio parlare oggi. Spero di riuscire a raccontarvi con esattezza gli aspetti che più mi hanno colpito di questa storia e del suo protagonista.

In breve, il romanzo racconta la storia di Gordon Bloom, nato a Detroit, dove il padre dell’Idaho si era trasferito in cerca di lavoro. Qui conobbe la madre e se ne innamorò: “si guardarono negli occhi e si sposarono”. Dopo 25 anni di matrimonio la famiglia, per un colpo di fortuna, si solleva economicamente. Il padre aveva occhio per i quadri di valore e scovarne uno per caso lo aiutò in qualche modo a cambiare la propria sorte.

Sono proprio i quadri il motore pulsante del romanzo. Grazie ad essi, il protagonista ottiene il successo sia economico che sociale, ma allo stesso tempo rappresentano la sua caduta. Ad essere precisi, i quadri sono solo un pretesto per Gordon Bloom, sono il mezzo per raggiungere i suoi scopi.

La sua vera passione non è l’arte, non sono i pittori e le loro opere, ma l’unica cosa che Gordon Bloom ha a cuore è se stesso. Questo aspetto emerge fin da subito e non viene mai celato dal protagonista, che si rivolge al lettore senza intermediari, parlando in prima persona.

Mi chiamo Gordon Bloom e mi trovo nel carcere di massima sicurezza di Cedar Junction, Massachusetts. Sono stato condannato alla pena di tre ergastoli, centosettantasei anni e tre mesi di reclusione, ma se sarà bravo mi toglieranno qualche mese.

La narrazione in prima persona è una scelta molto coraggiosa. Ritengo che questo tipo di narrazione sia la più difficile da attuare, ma la scrittura di Cariti procede fluida a tal punto da far dimenticare al lettore di avere un romanzo tra le mani e non un storia narrata realmente dal suo protagonista. Inoltre, come già si evince dalla citazione appena riportata, il romanzo è farcito da una certa vena ironica, che, unita a qualche nota di sarcasmo e cinismo, rende la lettura molto coinvolgente.

Non avevo mai avuto alcun rapporto con la giustizia, ero sconosciuto a poliziotti e tribunali e passavo le mie giornate fra il lavoro, la fidanzata, l’alta società e i locali alla moda. Quella vita mi aveva drogato. Mai avrei potuto rinunciarvi, Anzi, mi aspettavo che montasse ancora, sempre di più, giorno dopo giorno, e che nulla mi avrebbe fermato.

Quest’ulteriore citazione mi aiuta a presentarvi la personalità del protagonista e l’origine dei suoi guai. Gordon Bloom è, in sostanza, un pluriomicida. Lo è per scelta o per indole, per caso o per premeditazione?

Ho commesso reati gravi, ma nessuno, nemmeno io, fino a poco tempo fa avrebbe mai creduto alla mia indole criminale. Ho quaranticinque anni, sono dentro già da dieci e fino a poco prima della mia cattura ero un uomo realizzato, invidiato, sicuro che nulla mai sarebbe potuto andarmi male.

Invece, Gordon Bloom si ritrova in un vortice di omicidi e situazioni che vanno, ad un certo punto, contro la sua effettiva volontà. Si sente quasi trascinato dagli eventi e da un destino che sta percorrendo una strada diversa da quello che è il suo desiderio. L’errore di Gordon Bloom è quello di ritenersi infallibile, capace di ottenere tutto ciò che vuole, ma senza fare i conti con la volontà altrui e con giochi economici e sociali che spesso vanno oltre l’interesse e gli scopi personali.

Alla base del percorso di Gordon Bloom non c’è la follia, ma esclusivamente una forma acuta di “egoismo”. A dircelo è lo stesso protagonista:

La verità è che al mondo non c’è nulla che non abbia origine nell’egoismo, tutto ruota intorno a questo perno e la differenza fra me e voi è solo che io lo vedo chiaramente e non ho problemi ad ammetterlo; mentre voi, falsi benpenanti, dovete rivestire l’egoismo con abiti più presentabili, come la beneficenza, l’onestà, l’amore e tanti altri falsi buoni sentimenti, che servono però tutti a qualcosa di personale, che sia sentirsi a posto con la coscienza, evitare di andare in prigione, o scoparsi la bella donna di turno.

Infine, Gordon Bloom è veramente un personaggio interessante e quasi borderline. I suoi sentimenti potrebbero essere gli stessi di un uomo comune. Chi non desidera il successo, l’agiatezza e una vita serena? Ciò che lo differenzia dagli altri è una forma di determinazione, che lo spinge a eliminare gli ostacoli che gli impediscono di raggiungere il suo obiettivo. In questo romanzo non si parla solo di Gordon Bloom, ma attraverso la sua storia leggiamo anche quanto di losco può esserci in determinati ambienti e come il dio denaro riesca a dettare le proprie regole, sporcandone ogni aspetto.

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