Intervista | Michela Zanarella racconta il suo incontro con la poesia

‘Recupero dell’essenziale’ è la nuova silloge di Michela Zanarella, edita da Interno Libri. A parlarcene è l’autrice stessa

Dopo il fortunato “Le parole accanto” pubblicato con Interno Poesia nel 2017, a distanza di cinque anni esatti, Michela Zanarella si presenta ai lettori con una nuova e insolita raccolta edita con Interno Libri, progetto editoriale di Interno Editoria, casa editrice che ha fondato e gestisce il marchio Interno Poesia Editore. ‘Recupero dell’essenziale’ è la sua nuova silloge. A parlarcene è l’autrice.

Prima di parlare dell’opera, conosciamo meglio l’autrice. Chi è Michela Zanarella e cosa fa nella vita?

Intanto grazie per l’invito nel vostro spazio di approfondimento culturale. Sono giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione e relazioni internazionali. La scrittura fa parte della mia quotidianità e del mio lavoro. Spazio dall’ editoria alla musica, dal cinema al teatro, tutto ciò che si può considerare arte rientra nei miei interessi sia personali che professionali. Sono nata a Cittadella, in provincia di Padova, il primo luglio 1980. Fino al 2007 ho vissuto a Campo San Martino, piccolo paese nel cuore della pianura padana. Lavoravo in un’azienda di commercio delle carni come impiegata a tempo indeterminato. Per amore ho scelto di lasciare la mia terra e di trasferirmi a Roma, a Monteverde, dove vivo tuttora.

Perché ha scelto la poesia come forma di scrittura?

Direi che è stata la poesia a scegliermi. Ho iniziato a scrivere in versi dopo essere sopravvissuta ad un tragico incidente stradale. Non avevo mai scritto nulla prima di allora, la poesia era stata esclusivamente materia di studio scolastico, non rientrava nelle mie priorità. Ma qualcosa, che ancora oggi non so ben spiegare, ha cambiato la mia visione delle cose e questo genere così particolare è entrato a far parte della mia quotidianità. Ora non saprei farne a meno, se non scrivo mi sento smarrita, quasi irriconoscibile.

Qual è il cuore del suo messaggio poetico?

La mia è una continua ricerca di luce e verità attraverso le parole. La mia poesia diventa strumento di riflessione e meditazione sull’esistenza. Ognuno di noi si pone interrogativi, io lo faccio in versi, cercando nella poesia un’alleata per conoscere meglio la mia interiorità e ciò che mi circonda. Avverto una connessione continua tra l’umanità, il cosmo e l’altra dimensione. Esistono dei fili sottilissimi che legano ogni cosa, visibile e invisibile. La poesia si spinge dove l’occhio non arriva, sfida il tempo, educa l’anima a rivelarsi senza filtri.

Ci racconti la sua opera ‘Recupero dell’essenziale’?

Il libro nasce da un recupero vero e proprie di poesie inedite andate perdute a causa di un guasto del computer. E’ stato un salvataggio poetico reso possibile grazie all’aiuto degli amici, ai quali avevo mandato i miei testi in lettura. Se non avessero tenuto da parte le mie poesie, forse questo libro non avrebbe mai visto la luce. Dal panico iniziale sono arrivata così ad un bellissimo traguardo, fatto di amicizia, condivisione e sostegno. La raccolta vanta la prefazione di Dante Maffia, già candidato al Nobel, e postfazione di Anna Santoliquido, poetessa, scrittrice, saggista amata e riconosciuta internazionalmente, presidente del Movimento Internazionale “Donne e poesia”. Ho dedicato il libro a una cara amica che è venuta a mancare nell’aprile 2020, una tra le voci più interessanti della poesia contemporanea e giornalista: Marcella Continanza. Fu lei a fondare e promuovere il Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno. Le sue poesie sono state tradotte in tedesco e in spagnolo e pubblicate su riviste letterarie e in antologie. Tra i riconoscimenti da lei ricevuti la Medaglia della Presidenza, nel 1999, per la Rassegna Donne e Poesia, assegnatale dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, e la nomina a Cavaliere all’Ordine del Merito della Repubblica nel 2008 per l’impegno civile nel campo del giornalismo, conferitale dal Presidente Giorgio Napolitano. Marcella mi telefonava spesso da Francoforte e trascorrevamo ore al telefono a parlare di poesia. Mi ha sempre aiutato a credere in me e nel valore della mia scrittura, le devo molto.

Che cos’è per lei l’essenziale?

L’essenziale è ciò che serve per sentirsi in sintonia con sé stessi e con gli altri, darsi delle priorità. Al primo posto metto la salute del corpo e dell’anima, senza si può fare ben poco, poi gli affetti, l’amore. Le emozioni e i sentimenti ci consentono di conoscere meglio la nostra interiorità, arricchiscono le nostre esperienze. Dò valore anche ai sogni, perché ci aiutano ad affrontare sfide, ad essere determinati e coraggiosi.

Questo libro arriva dopo cinque anni dal precedente, come è cambiato, se è cambiato, il suo poetare?

Questa raccolta arriva dopo 5 anni dalla mia pubblicazione con Interno Poesia, marchio portante di Interno Editoria, da cui ha preso forma successivamente Interno Libri. Pubblicai con Andrea Cati la raccolta “Le parole accanto” nel 2017 con la formula del crowdfunding, ovvero con il sostegno dei lettori. Fu una sfida che colsi e di cui sono orgogliosa, perché mi ha permesso di incontrare tante persone che si sono avvicinate alla mia poesia. La mia scrittura è cambiata molto da allora, ora è più meditativa, filosofica, prima era molto descrittiva, legata più al ricordo. Mi piace sperimentare, tentare altre strade, mettermi in discussione, consapevole che la poesia è movimento, come magma incandescente.

La poesia circola poco in Italia, che valore ha oggi nella società?

La poesia circola sicuramente molto meno dei romanzi, è poco commerciale, ma credo che i lettori siano sempre una quota limitata in ogni genere letterario rispetto a quanto si produce nel mercato dell’editoria. Fortunatamente ci sono ancora persone che la amano e la cercano, anche tra i giovani. Il valore della poesia è unico e inestimabile, perché è balsamo per l’anima. Ma nella società odierna appare come qualcosa di facoltativo, non necessario. Voglio comunque credere in un futuro in cui considerare la poesia risorsa essenziale, non merce nascosta, tenuta in disparte, tra gli scaffali delle librerie.

Che consiglio sente di dare ai giovani per avvicinarsi alla poesia?

Non so se sono in grado di dare consigli, posso solo suggerire ai ragazzi di non disdegnare la lettura in genere e di provare a considerare la poesia come strumento di esplorazione e conoscenza. Essere curiosi, porsi domande, chiedersi il senso di metafore, immagini, pause, suoni. Almeno un tentativo va fatto, poi se non ci si ritrova, inutile forzare. La poesia non vuole obbligo o distrazione, chiede ascolto, comprensione, libertà d’animo. E ammalia il lettore.

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