Intervista | Rita Pacilio presenta ‘Quasi madre’, la sua silloge poetica

Rita Pacilio presenta ‘Quasi madre’, la sua silloge poetica: “Per me la poesia è un atto civile”

Rita Pacilio presenta ‘Quasi madre‘, la sua silloge poetica e la sua poetica. “Per me la poesia è un atto civile responsabile e di fede”, con queste parole di grande impatto la poetessa ci parla del valore profondo che la poesia ha nella sua esistenza.

Prima di parlare dell’opera, conosciamo meglio l’autrice. Chi è Rita Pacilio?

Pratico la poesia e l’arte della parola da molti anni. Ho pubblicato libri di narrativa, saggistica, favole/filastrocche per bambini e numerosi libri di poesie alcuni dei quali sono stati tradotti nel mondo

Qual è il ruolo della poesia nella sua vita?

Per me la poesia è un atto civile, responsabile e di fede. Nella mia vita la poesia rappresenta il legame con il mondo e la realtà.

‘Quasi madre’ indaga l’intimo legame tra madre e figlia. Qual è per lei l’anello imprescindibile di questo legame?

Nel libro “Quasi madre” ho attraversato i vari legami che legano madre e figlia, soprattutto quello sociopsicologico relativo all’anaffettività materna. Secondo me, in un rapporto sano diventa imprescindibile la comunicazione, il reciproco rispetto, la capacità di crescere insieme e di affrontare i cambiamenti connessi alle differenze generazionali.

Come si racconta l’amore tra madre e figlia?

L’amore tra madre e figlia è un processo naturale e per molte donne, sicuramente la maggioranza, il rapporto con la madre ha un grande significato: la madre rappresenta, infatti, il luogo di protezione e di calore, ma è anche il modello dell’universo femminile di riferimento, sia per la bambina che per la ragazza. L’amore è sotteso, è evidente dal comportamento dell’una nei confronti dell’altra: si racconta con gli occhi da cui traspare ogni interiorità e vissuto. Si racconta ai lettori scavando nelle nostre caratteristiche cognitive ed emotive.

Qual è il componimento poetico che la descrive di più?

Ecco la poesia che sento in maniera particolare:

Sono qui di nuovo nella terra straniera

prego la tua scomparsa sorridente
e di luce.

Sono la figlia del vero

per questo non vado via.

Tra te e me si dispera il giorno

all’imbrunire anche la benedizione

ha fretta di spazientirsi.
Ti lamenti e mi fa male il cuore.

Questo libro è autobiografico?

Ogni libro che ho scritto, a prescindere la tematica scelta, porta un segreto intimo, personale.

Qual è il suo modello poetico?

Il mio modello di poesia è l’autenticità del linguaggio, la ricerca di una propria voce, come nella musica, al fine di riuscire a maneggiare le parole e ogni piega del quotidiano con la consapevolezza che le relazioni affettive giocano un ruolo fondamentale nella nostra identificazione con il mondo.

Che consiglio sente di dare ai giovani per avvicinarsi alla poesia?

Ai giovani che si avvicinano alla poesia suggerisco di leggere molto e di ascoltare. Soprattutto, di innamorarsi della bellezza: presenza di luce e mai di ombra e buio.

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